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LO ZUCCHERO
La lavorazione dello zucchero è divenuta nel tempo
una vera e propria forma d'arte, un materiale così
semplice dal quale possono prendere forma decorazioni uniche
che renderanno originale qualsiasi dolce,
ma vediamo si saperne un pò di più su questo
alimento...
LO ZUCCHERO E LA SUA STORIA...
Lo zucchero è usato principalmente nell'alimentazione
e costituisce un alimento facilmente assimilabile e
molto calorico apportando circa 4 calorie per grammo Attualmente
si ricava estraendolo dalla barbabietola da zucchero e dalla
canna da zucchero
La parola "zucchero" viene dal termine sanscrito
sarkara ( Let. sabbia ), mutuato poi in sakcharon
o saccharum da autori greci e romani. Lo stesso termine
è alla radice dell'etimologia del termine "saccarina".
Esistono diverse qualitàdi barbabietola: da
orto, da foraggio, destinate all'alimentazione del bestiame,
quelle da zucchero.
Le parti commestibili della barbabietola sono le foglie (bieta
o bietola) e le radici.
Inoltre tutti i tipi di barbabietola contengono antiossidanti
e una notevole quantità di acido ossalico.
La canna da zucchero (Saccharum officinarum) è una
pianta tropicale originaria del sud-est asiatico
La prima forma di zucchero di cui si ha notizia è
quello di canna da zucchero, che rimase per molti secoli l'unico
tipo possibile. Si ritiene che sia stato portato dagli abitanti
delle isole polinesiane in Cina e in India.
Qui i persiani di Dario trovarono, nel 510 A.D., coltivazioni
di un vegetale da cui si ricavava uno sciroppo denso e dolcissimo.
Fatto asciugare in larghe foglie produceva cristalli che duravano
a lungo, dalle spiccate propiretà energetiche.
I persiani portarono le piante con loro e ne estesero la coltivazione
al medio oriente.
Nel 325 A.D. Alessandro Magno portò la notizia
che nei territori orientali si trovava un "miele che
non aveva bisogno di api". Furono però gli
arabi, presso cui era già in uso nel VI secolo A.D.,
che ne estesero la coltivazione nei loro territori.
Genovesi e Veneziani nel X secolo, presero ad importare modeste
quantità di ciò che veniva chiamato "sale
arabo" che le crociate resero ancora più diffuso.
Federico II di Svevia provvide a far coltivare la canna
da zucchero in Sicilia ma lo zucchero restò
per molto tempo una spezia rara e preziosa, venduta dagli
speziali e dai farmacisti a carissimo prezzo come medicina
in uso per sciroppi, impacchi ed entroclismi.
Solo i nobili potevano permettesi di usarlo come condimento,
mentre nella vita di tutti i giorni il miele continuò
ad essere il dolcificante per eccellenza.
Con la scoperta dell'America gli spagnoli introdussero
la coltivazione della canna da zucchero in Brasile a Cuba
nel Messico nelle Antille e in quei territori dell'America
centrale e meridionale che tutt'oggi sono tra i maggiori produttori.
Poiché lo zucchero delle Americhe era migliore e meno
costoso, le coltivazioni spagnole e italiane scomparirono,
insieme ai traffici con i territori arabi.
Nacque un fiorente traffico di importazione che rese il prodotto,
per quanto di lusso, più comune. Questo diede una spinta
notevole all'arte culinaria, permettendo la nascita della
pasticceria europea come arte autonoma anche grazie al
connubio di zucchero con cacao con cioccolata e con caffè
Nel 1575 l'agronomo francese O. de Serres fece un'osservzione
inconsueta, che molti anni dopo cambierà una parte
della storia d'Europa. Constatò che la barbabietola
(beta vulgaris), un ortaggio comunissimo e ampiamente coltivato
un pò dapertutto, da cotta produce uno sciroppo simile
a quello della canna da zucchero, uno sciroppo molto dolce.
L'osservazione rimase, tuttavia, lettera morta anche per la
forte opposizione dei vari gruppi di importatori e coltivatori
di canna da zucchero, che ostacolarono in tutti i modi le
ricerche su eventuali alternative al loro prodotto. Grazie
anche alle loro pressioni, talvota sfociate in sabotaggi anche
violenti, lo zucchero restò di canna ancora per molto
tempo.
Nel giro di un secolo, tra il 1640 e il 1750, il consumo
della sostanza triplicò, incentivando il tragico fenomeno
della tratta degli schiavi dall'Africa che vennero sitematicamente
catturati e deportati per lavorare nelle piantagioni, spesso
in condizioni disumane.
Con l'ascesa di Napoleone si intesificarono i contrasti
commerciali tra Francia e che portarono ad un blocco delle
importazioni inglesi. Lo zucchero di canna, che giungeva in
Europa grazie a loro, sparì nel giro di un paio di
anni dagli scaffali dei negozi. Sulla spinta della necessità
gli europei si adoperano per trovare un'alternativa.
Nel 1747 il chimico tedesco A.S. Marggraf riuscì
ad estrarre saccarosio dalle barbabietole e alcuni decenni
dopo il suo allievo F.K. Achard perfezionò il
processo. È a lui che si deve il primo zuccherificio
industriale, sorto in Polonia nel 1802 per espressa
volontà di Napoleone che incoraggiò la coltivazione
dell'ortaggio in tutti i territori sotto il suo controllo.
Dopo il Congresso di Vienna lo zucchero di canna tornò
a circolare, ma l'espansione di quello da barbabietola fu
irreversibile. Il costo decisamente minore lo rese disponibile
per ampie fasce della popolazione, cambiando per considerevolmente
le abitudini alimentari dell'Europa.
Alcuni storici ritengono, inoltre, che la maggior disponibilità
di zucchero abbia contribuito a migliorare sensibilmente le
condzioni di salute della popolazione e le sue potenzialità
di concentrazione, contribuendo allo sviluppo intellettuale
della società.
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